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Nome: Roberta
Sono un respiro di tenebra, un alito di vento nella notte senza luna, una goccia nell'oceano del dolore, una lingua di fuoco nel bracere della tristezza.
Sono un ombra che vaga sperduta nel cammino della vita.
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ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.
I’m not that a weight
in people’s mind,
an eternal trouble
without a voice,
a indelible bush
on the dress of the world.
I’m nothing,
if not a little drop
in delirium’s sea.
(Non mi importa se non è scritta bene,
se ci sono degli errori,
anzi se ce ne sono per piacere avvisatemi
che sarò più che felice di correggerli)
commento scarabocchiato da: bjby89
alle luglio 10, 2009 16:06
del giorno: venerdì, 10 luglio 2009
a proposito di poesia, tristezza, paranoia, dolore, disperazione, solitudine, angoscia, amarezza
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Io Sono
il sapore del sangue
sulle tue labbra,
il fuoco che arde
nelle vene,
l'ira che accende
i tuoi occhi.

commento scarabocchiato da: bjby89
alle luglio 04, 2009 21:17
del giorno: sabato, 04 luglio 2009
a proposito di poesia, amore, dark, rabbia, passione, desiderio, oscuritĂ
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BACIO DI SANGUE

Isabelle emerse lentamente dal suo caldo e confortevole bozzolo di piume bianche. Il vento gelido le scuoteva le ali che ancora l’avvolgevano stretta. Aprì un occhio piano piano e allargò un pochino le ali, quel tanto che le bastava per sbirciare fuori. Il vento le sferzò il viso. ‘Troppo freddo’ – pensò rinchiudendosi in fretta in se stessa.
Era terribilmente stanca di quella continua fuga. Ogni notte doveva pensare solo a scappare da lui, perché se l’avesse presa per lei non ci sarebbe stata alcuna speranza di sopravvivenza.
Le sarebbe piaciuto rimanere lì, nell’oscurità che il suo guscio le offriva, ma il tramonto era vicino e presto Luchas avrebbe ricominciato la sua caccia.
Ma come aveva mai potuto innamorarsi di un mostro del genere? Un angelo come lei, dannato da una strega malvagia, costretto a nutrirsi solo del sangue e della carne delle sue povere vittime. Di giorno assomigliava all’angelo che era stato un tempo, i folti capelli neri che gli arrivavano appena sotto le orecchie, e quei suoi meravigliosi occhi grigi che ammaliavano chiunque. La notte, invece, il suo aspetto era ben diverso, simile ad un demone infernale. La sua pelle si colorava d’un rosso fuoco, ed era tesa e resistente, mentre i capelli lasciavano il posto a due enormi corna d’ariete; sulle dita comparivano lunghi e pericolosi artigli e i denti divenivano più affilati di un rasoio, fedeli strumenti per lacerare le carni. Le sue ali perdevano tutte le piume, come un albero che perde le foglie con i primi venti autunnali, ricoprendosi di una spessa membrana, molto più simile ad un pipistrello che ad un delicato cigno. Il suo corpo, da esile e sinuoso, s’irrobustiva diventando possente e muscoloso. Ma la cosa che più la spaventava erano i suoi occhi, profondi abissi color rosso sangue, senza iridi né pupille, solo due enormi laghi di sangue.
Al solo pensiero un brivido di terrore scese lungo la schiena di Isabelle.
Per quanto tempo ancora, si chiese, sarebbe stata in grado di sfuggirgli?
Finché non fosse riuscita a fargli perdere le sue tracce, nascondersi era completamente inutile. Poteva solo cercare di essere più veloce di lui. Era l’unico vantaggio che aveva su di lui, la velocità. La sua mole muscolosa e pesante, infatti, lo rendeva micidiale, ma anche più lento rispetto a lei.
Isabelle spalancò le ali di scatto e aprì gli occhi. Il tramonto era ormai prossimo e doveva affrettarsi. Fece per alzarsi ma Luchas, giunto li di soppiatto mentre lei rifletteva, le afferrò un braccio impedendole di muoversi.
Resta con me. Non vorrai mica perderti questo bel tramonto così romantico e lo spettacolo che segue. – disse con un sorriso spietato dipinto sul volto.
Il corpo di Isabelle si irrigidì in risposta, senza che lei potesse dissimularlo. Luchas, che se ne era accorto, senza smettere di sorridere le lasciò andare il braccio dicendo: Và pure. Riuscirò comunque a raggiungerti.
Fine Prima Parte...

BLOOD'S KISS

Isabelle appeared slowly from her warm and comfortable pod of white feathers. The frozen wind shook her wings that still involved her hard. She opened gently an eye and dilated a little the wings, so that it was enough to keek out. The wind flogged her face. ‘Too cold’ – she thought, and she close herself quickly.
She was awfully tired of continually escape. Every night she must thought only to escape from him, because if he had taken for her it wouldn’t have been any hope to survive.
She would like to remain there, in the obscurity that her buckler gave, but the sunset was proximate and early Luchas would began again his hunt.
But how had never been able to fall for a monster suchlike? An angel like her, damned from a devilish witch, forced to feed himself only to the blood and flesh of his poor victims. At day, he was similar at the angel that he was been one time, the brushes black hairs immediately under hise ears, and these his wonderful gray eyes that fascinate anybodies. The night, instead, his aspect was completely different, such us an infernal demon. His skin color itself of a fire red, and it was drawn and heavy-duty, while the hairs left the place to two big enormous horns of ram; on the fingers appeared length and dangerous grippers and the teeth became most acrimonious of a razor, devoted instruments to lacerate the fleshes. His wings lost all the feathers, such as a tree that lose the leaves with the first autumnal breezes, bestrewing of a corpulent membrane, most of similar to bat that to delicate cob.
His body, from feeble and sinuous, strengthen becoming powerful and athletic. But the thing that the more frightened were his eyes, deep abysses color red blood, without irises or pupils, only two enormous bloods’ lake.
At the thought, a terror’s thrill descended along the Isabelle’s back.
For how long time, she wondered herself, she would been able to escape from him?
Until she had succeeded to do him lose her chases, hide herself was absolutely futile.
She could only to search to be faster of him.
It was the only advantage that she had on him, celerity. His athletic and heavy size, in fact, rendered him deathly, but also slowly compared to her.
Isabelle opened wide of burst the wings and opened her eyes. The sunset was already imminent and she must hurry up. She did to get up but Luchas, arrived there stealthily while her meditated, apprehended her arm debarring her to move.
Remain with me. You wouldn’t to lose this beautiful sunset, so romantic, and the show that follow. – he said with an atrocious smile painted on the face.
Isabelle’s body stiffens in response, without that her could dissimulate it. Luchas, that he had notice, without to stop of smile let go her arm saying: Goes well. I can still reach you.
End Part One...

Spero che la prima parte di questo nuovo racconto, Bacio di Sangue (Blood's Kiss) vi sia piaciuta. Ho scelto di scriverla in italiano, ma anche in inglese, per puro divertimento. Non sono molto brava in inglese, quindi spero di non aver fatto troppi errori (la traduzione è una traduzione completamente letterale). Ringrazio Manu e Davide per avermi aiutato a sistemarla. Vi aspetto per la seconda parte.
Buona Lettura.
commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 28, 2009 17:43
del giorno: domenica, 28 giugno 2009
a proposito di racconti, racconto, bacio di sangue, bloods kiss
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commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 25, 2009 16:06
del giorno: giovedì, 25 giugno 2009
a proposito di poesia, passione, desiderio
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Sussurran le tenebre,
tra tuoni e tempeste
le senti bisbigliare.
Tendi l'orecchio
oh reo mortale,
fermati ad ascoltare.
Bisbiglian segreti
e irrisolti misteri
sarebbero svelati
se sol l'uomo dai mille peccati
queste mirabili voci
sapesse udire.

commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 20, 2009 11:13
del giorno: sabato, 20 giugno 2009
a proposito di poesia, anima, oscuritĂ
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Nulla s'ode
nell'ora che precede la sera.
Il mondo tace
mentre tutto s'anima e move.
Triste il sole si cela
lasciando il passo alle tenebre.
L'oscurità lesta s'avvicina
mentre i mortali al sonno s'apprestan.
S'affaccian le stelle
sul nero abisso celeste.
E il mondo quieto pur dorma
mentre il male scende tra voi.

Parole pronunciate da una dea, da un essere superiore, che tutto del mondo conosce, che tutto osserva, tenendosene lontano, distante, senza poterne essere partecipe.
commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 18, 2009 20:34
del giorno: giovedì, 18 giugno 2009
a proposito di poesia, anima
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Un urlo acuto
che squarcia la quiete notturna,
un respiro rotto
da singhiozzi incontrollabili,
un cuore ferito che batte
più per abitudine che per volontà propria,
un animo dannato
che attende soltanto la pace.

commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 14, 2009 21:33
del giorno: domenica, 14 giugno 2009
a proposito di poesia, tristezza, dolore, disperazione, stanchezza, solitudine, anima, angoscia, sofferenza, amarezza
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Quando una storia finisce,
tutto sembra così vuoto e doloroso...
commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 13, 2009 09:47
del giorno: sabato, 13 giugno 2009
a proposito di lacrime, tristezza, paranoia, dolore, pensiero, disperazione, stanchezza, solitudine, angoscia, paura, fine, sofferenza, amarezza, indifferenza, oscuritĂ , sfogo personale
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Non è un racconto vero e proprio, ma più una descrizione di un particolare stato d'animo, scusate se talvolta troverete dei punti di difficile fluidità, ma non è affatto semplice esprimere queste sensazioni... Buona lettura!!!
Monique era sdraiata nel letto, le ginocchia strette al petto. Era tardi, molto tardi. Le 2 di notte erano già passate da un pezzo e lei era ancora sveglia. Dannate lacrime continuavano a rigarle le guance, scivolando lungo il collo. Il battito del suo cuore era irregolare. Teneva le labbra strette forte fra i denti, nel futile tentativo di non emettere alcun suono. Mille pensieri, paure, ansie, preoccupazioni, le vorticavano follemente nella testa, veloci e confusi, uno sopra l’altro. Al centro del petto aveva un vuoto immenso, pronto soltanto a divorarla.
Un sospiro e dopo poco un altro, e un altro ancora. Vani tentativi per frenare quel fiume di dolore che le sgorgava dal petto.
Finalmente Monique riuscì a trovare la forza di calmarsi, e le lacrime smisero di fluire. Si asciugò le guance con una mano, poi, afferrato un lembo del lenzuolo, se lo passò sul collo. Distese le gambe lungo il letto, si girò su di un lato, e spostò il cuscino ben sotto la testa. Aprì gli occhi nell'oscurità e allungò la mano in cerca del cellulare poggiato sul comodino, perennemente acceso. Il display si illuminò subito, e Monique cercò a fatica di mettere a fuoco la vista. Nulla, nessun messaggio. Guardò distrattamente l'ora, certa che da lì a pochi minuti se la sarebbe già dimenticata. Delusa e amareggiata rimise apposto il telefono.
La testa piena di pensieri le faceva quasi male, mentre le lacrime minacciavano di uscirle dagli occhi chiusi a forza. Tutto ricominciò di nuovo: calma, sofferenza, calma, sofferenza, calma, sofferenza... in una sorta di strana altalena, fino a quando il suo respiro si rilassò e il cuore rallentò fino a che il ritmo cardiaco non si regolarizzò e i pensieri divennero sempre più incoerenti e distanti. Monique sentì che l'incubo notturno era ormai finito e si lasciò delicatamente avvolgere dall'oscurità del sonno e dal suo caldo abbraccio. I demoni della mente, che fino a pochi istanti prima la torturavano si dissolsero nel nulla più assoluto e l'ultimo pensiero coerente che aleggiò nella sua mente fu che domani sarebbe stato un altro giorno e che a quello che sarebbe successo ci avrebbe pensato soltanto domani.
commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 12, 2009 18:14
del giorno: venerdì, 12 giugno 2009
a proposito di racconti, lacrime, racconto, tristezza, paranoia, dolore, pensiero, disperazione, stanchezza, solitudine, angoscia, paura, notte, lotta, sofferenza, amarezza, oscuritĂ , furia, sfogo personale
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Come morbida seta scivolano
le tue mani sul mio corpo,
carezzevoli dita leggere
come brezza estiva.
Teneri baci si susseguono
uno dopo l'altro, interminabili,
frutto d'una sete crescente
che arde prepotente nel petto.
commento scarabocchiato da: bjby89
alle giugno 09, 2009 13:24
del giorno: martedì, 09 giugno 2009
a proposito di poesia, amore, cuore, ricordi, pensiero, passione, desiderio, coccole
Thanks for commenti (34)

Un breve racconto: Bacio di Sangue (ovvero Blood's Kiss, ammesso e concesso che riesca a tradurlo anche in inglese)
E il mio grande racconto Non Si Può Fuggire (Capitolo Ventinovesimo)
Se desiderate fare una richiesta non dovete far altro che mandare una mail al mio indirizzo msn:
DLGraphic@hotmail.it
dove potrete specificare di quale tipo di richiesta si tratti, i colori che desiderate e i link delle immagini che vorreste fossero inserite. Il lavoro verrĂ eseguito nel minor tempo possibile e vi sarĂ inviato un messaggio sul vostro blog o al vostro indirizzo mail non appena il lavoro sarĂ terminato.
Clicca l'immagine sottostante per vedere il mio blog:
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